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La Compagnia di Gesù a Malta

Josef Mario Briffa

 

Relazione presenta dal Collegio San Liugi (B'Kara, Malta) al XIIo Convegno "I Gesuiti e La Storia" a Palermo (31 marzo - 1 aprile 1995).

[pubblicata in G. Patti (ed.), La Compagnia di Gesù e l'Europa, Palermo, 1995.]
© Copyright, 1995. Propietà letteraria riservata.


La provincia maltese è una delle più giovani della Compagnia di Gesù. Ma la storia dei Gesuiti a Malta è assai lunga e complessa. I Gesuiti hanno sostenuto molto il popolo maltese con varie opere d’apostolato.

Il rapporto tra la Compagnia di Gesù e le isole maltesi cominciò nel 1550 quando il Vescovo di Malta chiese a Sant’Ignazio di mandare alcuni Gesuiti a Malta per aiutarlo e possibilmente fondare un collegio. Purtroppo, si riusci a mettere in atto queste idee solo parecchi anni dopo.

Gli inizi

I primi Gesuiti vennero a Malta per tutt’altra ragione nel 1565, anno nel quale San Francesco Borgia fu eletto terzo Generale della Compagnia. I Turchi assediavano le Isole Maltesi, governate dal Sovrano Militare Ordine di San Giovanni. L’Assedio di Malta non era solo una guerra territoriale ma anche religiosa: i Turchi, musulmani, combattevano contro l’Ordine di San Giovanni, ordine Cattolico. Il Viceré di Sicilia, Don Garcia de Toledo, promise di mandare a Malta un’ armata per sostenere l’Ordine nella guerra contro i Turchi, e i Gesuiti si offrirono ad accompagnare la spedizione, per aiutare e sostenere spiritualmente i militari. Dieci Gesuiti partirono con quella spedizione, in Agosto, e prestarono servizio in ospedale, con l’ascolto delle confessioni e altre opere buone.

La preparazione per aprire un collegio dei Gesuiti fu lunga perché quando tutto sembrava risolto, nascevano sempre nouve difficoltà. Nel frattempo Padre Gianbattista Carminata fu invitato dal Vescovo e dal Gran Maestro a predicare durante la quaresima dell’anno 1577; grazie alle sue prediche alcuni Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni formarono un gruppo di preghiera e ascolto detto "camerata".

1592: Il Collegio

Dopo moltissime discussioni e preparativi, tra il Vescovo e il Gran Maestro da una parte, e dall’altra il Generale della Compagnia di Gesù, il collegio dei Gesuiti fu fondato a Malta il dodici novembre 1592; si trovava a Valletta e avrebbe dovuto servire anche da seminario. Il Collegio trovò molta opposizione, specialmente da parte dei sacerdoti diocesani che insistettero per avere soltanto un seminario nella vecchia capitale Mdina. Essi rifiutarono di dare il loro contributo finanziario per il collegio ma non riuscirono a fermare i gesuiti che oltre al lavoro in collegio aiutavano i poveri, insegnavano il catechismo ai bambini la Domenica, confessavano raggiungevano parecchie parrochie di Malta e Gozo per predicare, in maltese, e per le confessioni. Nel 1612 si spinsero anche a Pantelleria. A Malta, furono fondate diverse Congregazioni Mariane: nel 1631 ce n’erano già sette, quattro delle quali in Collegio: una per i Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, un’altra per i lavoratori, e due per gli studenti. Le altre tre furono erette nelle tre città di Vittoriosa, Senglea e Cospicua. I Gesuiti non lavoravano solamente tra i maltesi ma anche tra gli schiavi musulmani alcuni dei quali si convertirono alla religione cattolica.

Alcune volte i Gesuiti organizzarono delle conferenze per i sacerdoti maltesi sul modo di predicare e su come svolgere l’attività spirituale nelle loro parrocchie; diedero inoltre gli Esercizi Spirituali per i sacerdoti.

I Gesuiti introdussero il teatro già nel 1551 al Collegio di Messina; le commedie erano ottime occasioni per praticare quello che si studiava in collegio, in particolare la retorica, che curava l’arte dello stile. Il collegio di Valletta presentò la prima commedia nel 1598, su richiesta del popolo che voleva commemorare così la vittoria dell’8 settembre contro i Turchi nell’Assedio di Malta. Tema della commedia, presentata nella Chiesa più grande di Valletta fu l’Immortalità dell’anima, e venne offerto per ringraziare e ricordare Fra Raffaele Cotoner, Gran Maestro dell’ Ordine di San Giovanni e grande benefattore dei Gesuiti; il lovoro teatrale piacque a tutti.

Il Carnevale del 1639

Uno degli avvenimenti spiacevoli nella storia del collegio dei Gesuiti era accaduto durante il Carnevale del 1639. Erano già passati quasi cinquant’anni dalla fondazione del collegio. Tre anni prima era stato eletto Gran Maestro dell’Ordine il settantenne Lascaris che aveva proibito nelle residenze dei cavalieri balli e rappresentazioni teatrali, e aveva proibito alle donne di indossare le maschere durante il carnevale. Siccome poi i Gesuiti erano vicini al Gran Maestro, alcuni Cavalieri pensarono che fossero proprio i Gesuiti la causa di queste restrizioni.

Mentre i Gesuiti organizzavano adorazioni e ritiri spirituali, alcuni cavalieri, specialmente quelli che davano troppa importanza al divertimento, cominciavano ad irritarsi per quelle nuove restrizioni. La Domenica di Carnevale del 1639, un Cavaliere vestito da Gesuita entrò in Valletta inalberando un cartellone di ingiurie contro due Gesuiti. Il Gran Maestro lo fece arrestare, ma il fatto scatenò la rabbia dei suoi amici che attaccarono il collegio e giurarono di sbarrazzarsi dei Gesuiti. Il Gran Maestro dovette consentire ad allontanare i Gesuiti, prima a Gozo, e poi in Sicilia, e Gran Maestro e Inquisitore scrissero a Roma per chiarire la faccenda. Il Papa perdonò i Cavalieri, e i Gesuiti tornarono a Malta nel Settembre dello stesso anno; nel frattempo i Cavalieri coinvolti furono mandati via da Malta, o partirono di propria volontà. Quando il collegio riprese le attività, il numero degli alunni risultò maggiore.

Il progresso negli studi diventò tale che il collegio ottenne la facoltà di conferire i gradi accademici in teologia, filosofia, arte e matematica, parificandosi così ad una facoltà universitaria pontificia.

1768

Più di cent’anni dopo l’episodio del Carnevale, i Gesuiti furono cacciati dalla Spagna, dal Regno delle Due Sicilie e, nel 1768, anche da Malta. Il Gran Maestro d’allora Fra Manoele Pinto volle fare come gli altri re d’Europa, probabilmente costretto dal re di Napoli, a cui Malta era indirettamente collegata. Il ventidue Aprile, il Gran Maestro firmò il decreto di espulsione dei Gesuiti; il giorno successivo, alle tre del mattino, i soldati arrestarono i Gesuiti in collegio; sei giorni dopo, furono mandati a Civitavecchia, e tutti i loro beni confiscati. A questo, il Papa si oppose, anche se dopo diede il permesso di usare tali beni per continuare l’istruzione cominciata dai Gesuiti: il Papa scrivendo all’Inquisitore disse che il Gran Maestro, capo di un ordine religioso, non doveva seguire l’esempio degli altri re, anzi avrebbe dovuto protestare contro l’atteggiamento ostile ai Gesuiti. Fu così che il Gran Maestro Pinto trasformò il collegio in un’Università statale, esistente ancora oggi.

La soppressione

Quando nel 1768, il popolo maltese dovette dire addio alla Compagnia di Gesù, vi fu un dispiacere generale; non si poteva dimenticare favilmente quello che i Gesuiti avevano fatto tramite il Collegio e la residenza di Floriana.

Un nuovo inizio Dopo il ristabilimento della Compagnia nel 1814, il popolo maltese fece di tutto per riavere i Gesuiti. Due Gesuiti passarono pochi giorni a Malta prima di andare in missione; P. Massimiliano Ryllo, Polacco, venne a Malta nel giugno del 1839, e alloggiò da un Gesuita irlandese, cappellano dell’armata inglese stazionata a Malta. P. Ryllo era coraggioso e conosceva molte lingue asiatiche; il Padre Generale della Compagnia gli aveva chiesto di venire e egli trascorse tre mesi nella nostra isola prima di partire per le missioni; le sue prediche attiravano grandi folle e molti si convertirono e vennero battezzati. Fu allora che alcuni maltesi chiesero di farsi Gesuiti, e più di ventiquattro vennero accettati. Padre Ryllo tornò per un anno a Malta nel 1841.

Un nuovo collegio

Molti maltesi volevano che i Gesuiti aprissero di nuovo un collegio a Malta. Il Governo inglese non volle contribuire con aiuti finanziari, anzi finanziò un collegio anglicano a San Giuliano; ma i maltesi, invece di mandare i propri figli in questo collegio, preferirono mandarli al collegio dei Gesuiti a Noto, in Sicilia, e il collegio anglicano finì per chiudere.

L’unica condizione che il Governo impose per l’apertura di un collegio gestito da gesuiti, fu che il rettore doveva essere inglese, e nel 1845, i Gesuiti delle provincia inglese aprirono un collegio nella Città Notabile e lo dedicarono a San Paolo; sfortunatamente, il collegio ebbe dei problemi finanziari, e nel 1852 dovette essere chiuso, e sostituito da un altro collegio a Valletta; anche quest’ultimo però dovette chiudere dopo tre anni e gli ultimi Gesuiti inglesi lasciarono Malta nel 1858.

Intanto nel 1848, alcuni Gesuiti fuggiti da Napoli a causa delle rivolte, furono accolti bene sia dal Governatore, che dal Vescovo, dal clero, e dal popolo maltese; ospitati nella Casa di San Calcedonio a Floriana, partirono dopo un anno quando la situazione a Napoli si normalizzò. Nel 1860, i Gesuiti dovettero fuggire dalla Sicilia a causa dell’invasione di Garibaldi; in quell’occasione un signore maltese aveva mandato una nave con il motivo mascherato di trasportare carbone, in realtà però per mettere in salvo i Gesuiti; in quell’occasione, una trentina di gesuiti, con il Padre Provinciale di Sicilia, vennero a rifugiarsi a Malta, accolti bene da tutti e residiettero a Floriana.

Seminario

Nel 1864, l’isola di Gozo fu creata diocesi separata da quella maltese. Una delle prime cose che il nuovo vescovo volle fare fu fondare un seminario, aperto due anni dopo e affidato ai Gesuiti della provincia sicula. Oltre agli studenti maltesi e gozitani vennero anche dei ragazzi siciliani per studiare nel collegio­seminario dei Gesuiti; vi fu annesso un novizziato ed una residenza: da qua, i Gesuiti poterono continuare il loro lavoro pastorale tra i maltesi. Nel 1870 i gesuiti comprarono un’altra casa a Santa Venera dove sette anni dopo trasferirono il noviziato; per un paio di anni ebbero un’altra residenza a Lija che era stata offerta da una Contessa per ospitare i Gesuiti italiani costretti a lasciare la Francia.

Collegio S.Ignazio

Dopo la chiusura del Collegio anglicano, tre maltesi acquistarono il complesso con l’intento di affidarlo ad un ordine religioso. I Gesuiti italiani volevano che il complesso fosse affidato loro, ma il Padre Generale fu contrario all’idea di avere due collegi a Malta affidati ai Siciliani, e il Papa Pio IX l’affidò ai Gesuiti Inglesi. Il Collegio, dedicato a Sant’Ignazio, fu aperto nel 1877; tre anni dopo la fondazione del collegio, i Gesuiti vi annessero una Chiesa. Il Collegio fu inaugurato con trentatre studenti, che in tre anni superarono il centinaio; fu rinomato per l’istruzione che impartiva e per l’alto livello accademico e sportivo. Furono i Gesuiti inglesi di questo collegio che introdussero per primi il gioco del calcio a Malta; man mano, questo gioco diventò sempre più popolare presso i maltesi, ed oggi è lo sport più seguito. I sedici Gesuiti responsabili dell’amministrazione del collegio, curarono spiritualmente i soldati cattolici dell’armata inglese a Malta. Il collegio dovette chiudere nel 1907 perché i Gesuiti Inglesi sentirono il bisogno di aprire un collegio a Leeds in Inghilterra, e tutti i Gesuiti Inglesi a Malta furono richiamati in patria.

Birkirkara

Nel 1879, i Gesuiti Siciliani trasferirono il noviziato alla Città di Notabile, dove c’era stato il Collegio San Paolo. Nel 1880, trasferirono lo studentato a Naxxar al Palazzo Parisio, una grande casa appositamaente affittata. Sedici anno dopo, volendo mettere il noviziato e lo studentato di filosofia e teologia in un solo edificio, decisero di costruire appositamente un grande collegio a Birkirkara, e così vendettero il loro collegio di Costantinopoli, e con il ricavato costruirono il nuovo Collegio che affidarono al patrocinio di San Luigi. Due anni dopo l’inaugurazione il collegio ospitava centotrentadue religiosi, tra padri, fratelli, e studenti. Ma nel 1904, trasferiti gli studenti di teologia a Napoli, e trasferito il novizziato in Sicilia, nel 1906, la casa a Birkirkara rimase vuota due anni.

Collegio S. Luigi

Quando nel 1907, le sommosse garibaldiane in Sicilia si calmaro, i Gesuiti Siciliani decisero di ritornare in patria, per mantenere la promessa di aprire un collegio a Palermo. Per questa ragione lasciarono il collegio­seminario di Gozo alla diocesi, ma quando stavano preparando ad aprire di collegio di Palermo, la Sante Sede volle che si aprisse un collegio a Malta - la chiusura del Collegio San Ignazio aveva creato un vuoto. I maltesi lo chiesero al Papa e così lo scolasticato di Birkirkara riaprì come un collegio per studenti maltesi, e vi furono trasferiti i mobili del Collegio Sant’Ignazio. Tre mesi dopo, l’otto ottobre di quello stesso anno il collegio inizio a funzionare con sessanta due convittori, cinquanta semi-convittori, e ventiquattro esterni. Il nuovo collegio fu rinomato per l’ottima qualità dell’istruzione ed i risultati accademici. Il numero degli studenti continuò a crescere ed oggi ha novecentosessantanove alunni. Con il passar degli anni, il collegio si ampliò; nel 1914 fu costruita la Chiesa, nel 1928 il Teatro, nel 1954 i campi da gioco, nel 1991 un nuovo edificio per la Sesta Classe - un biennio prima dell’Università - e adesso è in fase di costruzione un nuovo complesso sportivo. Mentre il Collegio San Luigi cresceva, nel 1914 i Gesuiti lasciarono la Casa di San Calcedonio a Floriana; dove nel 1924 cominciarono a prendersi cura della chiesa di Sarria a Floriana, dove ancora oggi hanno una residenza attigua alla chiesa.

1940-1943

La Seconda Guerra Mondiale portò dei problemi di ordine politico per la Compagnia di Gesù a Malta, perché l’Italia aveva dichiarato guerra contro l’Inghilterra. Come provincia religiosa, Malta dipendeva dalla Sicilia, e il governo inglese volle confiscare il Collegio e tutto quello che i Gesuiti possedevano perché ritenuto proprietà nemica. Fortunatamente, il rettore del collegio, P. Giuseppe Delia, con l’aiuto del Vescovo, del Luogotenente Governatore, e del Professore Bernard - padre del Gesuita Padre Giuseppe Bernard e Capo del Corpo Medico Statale Maltese - riuscì a convincere il Governatore che legalmente il collegio dipendeva dal rettore e perciò da un maltese. Per definire la faccenda, il Padre Generale, Padre Ledochowski, polacco, si dichiarò superiore diretto del collegio e il Professore Bernard si adoperò per trasferirvi l’Ospedale Centrale di Floriana, situato in zona pericolosa; così il collegio rimase in mano ai Gesuiti, durante la guerra che causò molte vittime anche a Malta, il collegio servì da ospedale e da casa di riposo, ospitò i medici e le suore infermiere; una parte fu messa a disposizione della Curia Vescovile, e del seminario maggiore della diocesi; durante gli attacchi aerei, si aprirono le porte a tutti per offrire sicurezza. Intanto l’attività didattica proseguì ininterotta.

Vice-Provincia

L’idea di avere i Gesuiti non dipendenti dall’estero piacque al Governatore inglese a Malta. Infatti, e così chiese al Padre Generale - ed ai Superiori degli altri ordini religiosi - di staccare i religiosi maltesi dai superiori stranieri. Mentre la situazione era ancora indecisa, nel 1944 i Gesuiti affittarono un casa a Naxxar - la chiamarono Casa Loyola - per ricominciare un noviziato a Malta. Nell’ottobre del 1945 fu aperto il noviziato quarant’anni dopo la chiusura di quello a Birkirkara, questa volta però dipendente dai Gesuiti Maltesi. Il primo maestro dei novizi fu P. Giuseppe Galea, e si ebbero dieci novizi. Cominciò anche la pubblicazione del mensile “Lil Hbiebna”, “Ai nostri Amici” un mensile che proprio quest’anno compie cinquant’anni. Nel 1946 si fondò l’organizzazione Zghazagh Haddiema Nsara, la J.O.C, un’organizzazione per giovani lavoratori.

Il 29 giugno del 1947, a Roma e nelle tre residenze dei Gesuiti a Malta, venne promulgato il decreto che erigeva Malta una vice­provincia autonoma della Compagnia di Gesù.

I Gesuiti non curarono solamente il collegio, ma lavorarono come direttori spirituali in Seminario, come professori nelle scuole, e all’Università; nel 1948, il promotore delle Congregazioni Mariane a Malta iniziò la pubblicazione della rivista “Regina et Mater”. Nel 1955, la Diocesi di Gozo offrì ai Gesuiti una casa che venne chiamata Casa Manresa. Due anni dopo, i Gesuiti cominciarono a curare la Chiesa di San Filippo a Senglea, dove hanno ancor’oggi una residenza. Nel 1962 acquistarono un’altra casa, a Valletta, e la dedicarono a San Francesco Saverio. L’anno seguente, costruirono una casa di ritiri spirituali a Bugibba, casa che dovettero presto lasciare quando nella stessa zona si sviluppò un villaggio turistico; fu così che venne costruita una Casa vicino a Mosta, per i ritiri e dedicata a San Giuseppe.

Nel 1961 uscì per la prima volta un’altra pubblicazione, “Il-Problemi tal-lum”, che tratta problemi d’oggi. Nel 1965 fu inaugurata la Biblioteca Giovanni XXIIIo a Valletta. Nel 1968, il vescovo di Gozo chiese al Padre Provinciale di assumere la cura del seminario maggiore e minore della diocesi; il Provinciale accettò volentieri, e mandò Padre Anton Azzopardi come rettore; Fu così che i Gesuiti Maltesi si presero cura dello stesso seminario che i Gesuiti Siciliani avevano dovuto abbandonare nel 1907. Nel 1989 ebbe inizio il Centro Fede e Giustizia a Zejtun, e nel 1992 il Servizio dei Gesuiti con i refugiati.

La missione dei Gesuiti a Malta oggi continua nella stessa direzione degli ultimi anni. I Gesuiti maltesi educano e promuovono la spiritualità e i valori cristiani tramite il collegio e i direttori spirituali dell’università. Cercano anche di lavorare contro le ingiustizie, tra gli emarginati, i poveri, i disoccupati, i refugiati; aiutandoli e promuovendo la giustizia tramite il Centro Fede e Giustizia a Zejtun, la residenza di Senglea, ed il servizio con i refugiati a Naxxar. I Gesuiti lavorano molto tra i giovani, sopprattutto in collegio, e con la direzione spirituale nel seminario e nelle scuole statali.

A parte l’attività svolta a Malta, numerosi Gesuiti Maltesi lavorano nelle missioni estere.

Bibliografia

    MALLIA, Paul, Il-Gizwiti - Grajjiethom fil-qosor, Malta 1970
    GRECH, Konrad. The Origins of the Jesuits in Malta, 1987

Un sentito grazie a:

    Padre Anton Azzopardi S.I.
    Padre A. Cilia S.I.
    Padre A. Galea S.I.
    Professoressa Marion Pace Axiaq
    Padre P. Zammit S.I.